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Blog di Tiziano Motti: Una Vita più Sana

farmers' market


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Farmers market, l’educazione alimentare inizia dalla spesa a km zero

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Secondo un’analisi di Coldiretti, in Italia 21 milioni di persone fanno la spesa nei farmers market, e 7 milioni di esse sono clienti abituali.
Questi numeri dimostrano il crescente interesse degli italiani per un cibo più sano e naturale, e l’aumento della loro consapevolezza riguardo al valore di un’alimentazione corretta.
I farmers market costituiscono una salubre alternativa ai prodotti dell’agricoltura intensiva, che sono spesso privi di sapore, ricchi di pesticidi e altri veleni, e sono inoltre sottoposti alle operazioni di pulizia, imballaggio, e trasporto che ne intaccano la genuinità.

I “mercati del contadino” promuovono un’economia della sostenibilità, e creano un circolo virtuoso che è vantaggioso per tutti coloro che ne fanno parte. I farmers market sono basati sulla filiera corta, il cosiddetto “km zero” , che permette al consumatore di acquistare alimenti prodotti dai contadini locali, tra i quali le eccellenze enogastronomiche del territorio.

Per comprendere l’entusiasmo degli italiani per i negozi a km 0, basta analizzare le motivazioni che li spingono a frequentarli; si scoprirà così che al primo posto, a sorpresa, non c’è una motivazione economica, bensì il desiderio di nutrirsi di cibi freschi e sani. Ad essa segue l’importanza di sostenere l’economia locale, soprattutto quella agricola, ed il contatto diretto con il produttore; a quanto raccontano gli stessi commercianti, questo tipo di vendita “senza il filtro della mediazione” arricchisce notevolmente l’esperienza della spesa, in quanto è un modo di rapportarsi più genuino, che dà fiducia, e che permette inoltre uno stimolante scambio di conoscenze e opinioni.

Le motivazioni salutistiche ed emotive contano dunque più di quelle economiche, che si trovano agli ultimi posti della classifica, nonostante i farmers market si caratterizzino comunque per una speciale politica dei prezzi, che di norma sono significativamente inferiori a quelli adottati da altri canali di vendita.
Anche l’eurodeputato Tiziano Motti promuove un’alimentazione sana e naturale, e a km 0. L’onorevole del PPE è membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, e con la sua associazione Europa dei diritti è impegnato in attività di sensibilizzazione su un’alimentazione corretta e sul suo ruolo nella prevenzione di malattie come i tumori.

I farmers market sono molto diffusi nelle grandi città, e assumono un ruolo positivo che contrasta l’alienazione e lo stress delle metropoli, e, secondo alcuni recenti studi, la tendenza all’obesità; questa malattia è influenzata da un ambiente obesogenico, o “che genera obesità”. In un contesto urbano obesogenico come ad esempio quello delle metropoli degli USA, c’è una grande disponibilità di fast food e di luoghi nei quali acquistare cibi spazzatura a basso costo; sono inoltre frequenti le “food deserts”, ovvero le aree cittadine prive di forniture alimentari adeguate. I modelli alimentari a km zero, come i farmers market, e la loro capillare diffusione in tutto il territorio urbano, possono essere un valido strumento per combattere i modelli alimentari insalubri.

Anche nel nostro paese l’obesità è in crescita, in particolare quella infantile; è dunque fondamentale dare ai bambini e agli adolescenti un’appropriata educazione alimentare, all’interno del contesto familiare. Un utile accorgimento è quello di coinvolgerli nella spesa, evitando gli scaffali ricchi di tentazioni insalubri come i supermercati, e prediligendo invece i mercatini di quartiere o gli eventi organizzati dai piccoli produttori della zona, alcuni dei quali ospitano degli angoli adibiti a fattorie didattiche, per far loro conoscere da dove proviene il cibo che mangiano, e la stagionalità dei prodotti agricoli.

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