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Blog di Tiziano Motti: Una Vita più Sana

tumori e alimentazione


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Prevenire i tumori con l’alimentazione

tumori e alimentazione

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In Italia un tumore su tre è causato da cattiva alimentazione. Durante il convegno “Alimentazione, stili di vita e cancro: la parola agli esperti”, che si è svolto qualche mese fa a Brindisi, gli oncologi hanno dimostrato che l’incidenza di tumori, soprattutto quelli dell’apparato digerente, è strettamente legata alla sovralimentazione e all’introduzione di grandi quantità di cibi tossici nella dieta.
La pericolosità per la salute dell’alimentazione scorretta è evidente dalla diffusione dell’obesità e del diabete nel mondo. Queste malattie sono aumentate in modo incontrollabile a causa del consumo di cibi spazzatura e di una vita troppo sedentaria, e colpiscono sempre di più anche i ragazzi e i bambini.

Le associazioni di medici e oncologi stanno cercando di arginare gli effetti nocivi del cibo sulle malattie, promuovendo informazione al riguardo. Il progetto Non fare autogol, ideato dall’AIOM, l’associazione italiana di oncologia medica, ha l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sulla stretta relazione tra cibo, attività fisica, stili di vita e prevenzione dei tumori. L’iniziativa è sostenuta anche dal progetto di comunicazione sociale Noi cittadini dell’onorevole Tiziano Motti, che ha particolarmente a cuore le iniziative legate ai minori. L’eurodeputato del PPE è impegnato da tempo in un’attività di divulgazione sul valore di un’alimentazione sana.

Gli oncologi hanno identificato alcune prescrizioni e una specifica dieta da seguire al fine di prevenire il cancro. Per prima cosa, occorre introdurre la minor quantità possibile di “veleni” nell’organismo; è quindi preferibile scegliere cibi biologici e ridurre il consumo di quelli che contengono conservanti e coloranti. La seconda prescrizione riguarda invece l’aumento delle quantità di verdura e frutta nella dieta, preferendo quelle di stagione, che sono più sane, e acquistandole, se possibile, “a km zero”. Un ultimo prezioso consiglio consiste nel nutrirsi di cibi alcalini, in quanto diminuire l’acidità dell’organismo è un’ottima strategia per rafforzarlo e permettergli di difendersi adeguatamente dalle malattie.

La “dieta anti – cancro” implica un moderato consumo di proteine animali, in particolare di carni rosse, che contengono un’alta percentuale di grassi saturi, e di salumi e insaccati, i quali sono ricchi di grassi e di conservanti; le carni bianche (pollo e tacchino) sono meno tossiche, ma occorre acquistare quelle che non provengono da allevamenti intensivi, nei quali si imbottiscono gli animali di ormoni, antibiotici e veleni simili. È invece consigliato il pesce, in quanto contiene nutrienti molto salutari come l’omega – 3.
Per prevenire i tumori è fondamentale nutrirsi di grandi quantità di frutta e verdura (non trattate), che sono ricche di antiossidanti e possono per questo contrastare l’insorgere delle cellule tumorali. Le verdure più adatte sono quelle crucifere come il cavolo, i broccoli, la verza; questi vegetali contengono infatti elevati livelli di glucosinati, che sono importanti agenti anti – cancerogeni.

Modificare la propria dieta è utile, ma non è sufficiente. Per ottenere risultati duraturi e rilevanti, è infatti necessario modificare il proprio stile di vita, imparando per prima cosa a prendersi cura del proprio organismo, e ad ascoltare i suoi reali bisogni. Il primo di essi è proprio il nutrimento, che dovrebbe diventare un’attività consapevole, nella quale il cibo viene considerato per la sua funzione principale di dare energia all’organismo.
Se si impara a comprendere quali sono gli alimenti che danno sostentamento al corpo senza appesantirlo, né intossicarlo, e la corretta quantità da introdurvi, si possono gradualmente modificare tutte le proprie abitudini insalubri.

Tiziano Motti


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Lo spreco e le scadenze alimentari

Tiziano Motti

Tiziano Motti

L’europarlamentare On. Tiziano Motti ci spiega alcune cose

sulle scadenze alimentari e il grave problema dello spreco

che avviene in Europa nonostante la crisi.

http://www.europadeidiritti.it

 

Visualizza il Video qui sotto:

 http://www.youtube.com/watch?v=nvwMK0fekow

alimentazione made in italy


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Contraffazione alimentare, uno schiaffo al Made in Italy

alimentazione made in italy

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La contraffazione alimentare è un fenomeno molto diffuso in Europa e nel resto del mondo, che colpisce l’Italia al cuore perché danneggia le sue tradizioni alimentari.
Per “contraffazione” si intende la sostituzione di un cibo con un altro di simili proprietà organolettiche ma di qualità nettamente inferiore.
Le attuali frodi alimentari sono spesso collegate al cosiddetto “italian sounding”, che consiste nell’assegnare ad un prodotto contraffatto un nome simile a quello di un cibo tipico della tradizione italiana, come ad esempio: Bolognese, Salam, Milaneza, Macaroni, Olio Pompeian, Palenta, pomodori di collina. Questi nomi suonano ridicoli alle orecchie di un italiano, il quale si accorgerebbe immediatamente che si tratta di falsi, ma i dati sulle vendite dimostrano che i consumatori stranieri li acquistano volentieri, abboccando all’amo. L’agropirateria è uno schiaffo al Made in Italy, al quale le associazioni dei produttori e dei consumatori hanno reagito aumentando la sicurezza e la qualità degli alimenti nostrani.

Il tema delle frodi alimentari è molto importante anche per l’onorevole Tiziano Motti, che è membro del IMCO, la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori che ha recentemente votato a favore dell’indicazione di provenienza nelle etichette dei prodotti manifatturieri. L’eurodeputato di Reggio Emilia conduce da tempo una battaglia per la diffusione dei diritti dell’alimentazione, ed ha verificato personalmente la presenza di vini contraffatti in Gran Bretagna. La denominazione “vini” è in realtà inappropriata, in quanto si tratta di bustine contenenti polverine solubili dalle quali si ottengono sostanze liquide colorate dai nomi grotteschi, quali “Chionti”, Barolla, Belpolicella, Montecino.
Ma come è possibile che, nonostante la rigidità delle norme europee sulla denominazione di origine e l’indicazione geografica, siano in vendita i falsi vini? Questo avviene perché viene adottato l’escamotage di usare nomi simili, ma differenti, a quelli originali, un espediente al quale l’UE non ha ancora trovato un’efficace soluzione.

Tra le punte di diamante italiane più imitate ci sono anche i formaggi, in particolare il Parmigiano Reggiano, che è stato riprodotto come Parmesan cheese e Parmesao.
Poco tempo fa è stato scoperto un preoccupante atto di agropirateria ad opera di Stati Uniti, Australia e addirittura dell’europea Gran Bretagna: un kit per produrre in casa propria il parmigiano, la mozzarella e altri formaggi tipici. Il kit danneggia pesantemente l’immagine del Made in Italy, le aziende produttrici, e soprattutto i casari italiani, il cui lavoro è un’arte che si tramanda da generazioni.

Il nostro paese è noto anche per la pasta, che viene esportata in grandissime quantità. Durante la recente “Giornata Mondiale”di questo alimento, la Coldiretti ha presentato i dati dell’esportazione del 2013, pari a circa 2 miliardi di chili di pasta, con un aumento della domanda del 6% rispetto al 2012. Esso è dovuto soprattutto all’intraprendenza delle aziende del progetto Fai, Firmato dagli Agricoltori Italiani, che esportano un prodotto ottenuto al 100% da grano duro italiano. Questa varietà ha un’alta resa produttiva spontanea, una qualità superiore rispetto ad altre più comuni, e un elevato contenuto proteico; il grano italiano si differenzia dalle diffusissime varietà OGM dello stesso cereale che sono sterili ed hanno un basso valore nutrizionale, e sono inoltre parzialmente responsabili della tossicità al glutine, ovvero della celiachia.
L’innovazione rischia però di essere frenata dalla crisi: il grano viene infatti sottopagato agli agricoltori, i quali spesso non riescono a coprire nemmeno i costi di produzione. La situazione è agevolata dalla mancanza di trasparenza nelle etichette, nelle quali non è obbligatorio indicare da dove proviene il cereale, ed è quindi possibile la contraffazione alimentare.