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Blog di Tiziano Motti: Una Vita più Sana

claims alimentari

L’UE tutela i consumatori dagli inganni dei claims alimentari

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Negli ultimi tempi spopolano i prodotti “che fanno bene alla salute”. Essi sono principalmente di due tipi: i cibi “light”, che garantiscono un basso apporto calorico, e quelli “curativi”, come, ad esempio, gli alimenti che riducono il colesterolo, o che contengono specifiche vitamine e altri elementi utili al rafforzamento dell’organismo.
Le pubblicità di questi prodotti ingannano il consumatore, perché gli promettono dimagrimenti miracolosi e guarigioni lampo dai suoi disturbi di salute.

Per questo motivo, nel 2006, l’Unione europea ha istituito un regolamento al riguardo, che comprende anche un elenco dei “claims” consentiti, ovvero delle indicazioni e informazioni relative ad un prodotto. I claims nutrizionali permessi – che illustrano la composizione nutrizionale di un alimento – sono, ad esempio, le diciture “povero di grassi”, “senza zuccheri aggiunti”, e “ricco di fibre”. Per quanto concerne i claims salutistici – che indicano la relazione tra un cibo e un effetto fisiologico positivo sulla salute del consumatore – le aziende possono utilizzarli solo se presentano dossier scientifici accurati che ne attestino la validità. Oltre a sottolineare che le indicazioni alimentari debbano essere veritiere e basate su dati scientifici, il Regolamento prescrive che non incoraggino il consumo eccessivo di certi prodotti, e non instillino nelle persone il dubbio che il mancato uso di un determinato alimento possa compromettere la loro salute.

Poiché le norme appena citate hanno il pesante limite di permettere l’utilizzo di indicazioni differenti in base alla nazione di produzione, lo scorso anno, la Commissione europea ha ideato un nuovo regolamento, il cui obiettivo principale è quello di istituire un modello di riferimento per i claims dei cibi. Tutte le aziende europee di prodotti e integratori alimentari sono obbligate a rispettare questi parametri, garantendo così una maggiore tutela ai consumatori europei. Si tratta di un cambiamento importante, ma che deve andare di pari passo con un rafforzamento delle norme sulle etichette alimentari, le quali, come ha sottolineato in numerose occasioni l’eurodeputato di Reggio Emilia Tiziano Motti, sono spesso illeggibili e imprecise e non informano adeguatamente il consumatore. Per questo motivo, e per la scarsità di informazioni sull’importanza delle etichette, la maggior parte delle persone effettua i propri acquisti al supermercato basandosi su altri criteri, quali la convenienza, l’aspetto della confezione o il messaggio trasmesso dalla pubblicità di un prodotto.

Le strategie di marketing delle industrie alimentari, infatti, inducono le persone a credere di acquistare alimenti salutari, leggeri, che apportano benessere all’organismo, ma che in realtà contengono meno nutrienti degli altri cibi, e sono prodotti con ingredienti più economici e meno sani; si utilizza, ad esempio, la margarina al posto del burro, l’aspartame al posto dello zucchero e gli addensanti al posto del caglio .
Si può, inoltre, facilmente dimostrare l’inefficacia del presunto potere dimagrante di certi alimenti, osservando quello che accade negli USA: i prodotti light sono enormemente diffusi, in questi stati, ma c’è anche un’altissima percentuale di persone affette da obesità, compresi molti bambini.

Il nocciolo dei problemi alimentari è situato in profondità, e deriva dallo stile di vita veicolata dalla nostra società, nella quale il modello “fast-food” non riguarda solo l’alimentazione, ma l’intera quotidianità. È, quindi, molto facile lasciarsi sedurre e convincere dai messaggi pubblicitari, che promettono di raggiungere il peso-forma e un’ottima salute in breve tempo e senza sforzi.
La scelta, invece, di delegare la nostra salute ai prodotti dell’industria alimentare ci allontana, purtroppo, dal metodo più naturale, efficace e duraturo per mantenerci in perfetta salute, che consiste nel prestare attenzione alle nostre abitudini e nello sviluppare la consapevolezza riguardo all’alimentazione.

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One thought on “L’UE tutela i consumatori dagli inganni dei claims alimentari

  1. Hai ragione l’etichettatura è il vero problema e anche i regolamenti UE rimangono molto vaghi. Un ulteriore problema che aggrava il tutto sono anche le sanzioni davvero troppo “delicate”: il caso Danaos l’anno scorso fu lampante! 180.000 Euro di multa per un azienda che fattura 1.6 miliardi di Euro l’anno! Una carezza che il gruppo Danone potrebbe considerare come un “ulteriore investimento in marketing”, una piccola fuoriuscita di denaro in più insomma. Saluti

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