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Blog di Tiziano Motti: Una Vita più Sana

Malnutrizione e obesità: il paradosso del nostro secolo

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evoluzione obesita

 

 

 

 

 

 

 

 

La FAO chiede ai governi di tutto il mondo di investire nell’educazione alimentare: i costi sanitari relativi alla malnutrizione e all’obesità sono diventati insostenibili.

Il panorama dipinto dal recente report The State of Food and Agriculture-Sofa 2013, sul trend alimentare del mondo, è surreale. Il nostro pianeta è teatro di un enorme paradosso: ci sono circa 2 miliardi di persone malnutrite e quasi altrettante – ovvero 1,4 miliardi – sovralimentate, tra le quali circa 500 milioni sono obese.
Sono particolarmente allarmanti i dati inerenti alla malnutrizione dei bambini: circa il 26% di quelli sotto i cinque anni sono rachitici e hanno disturbi della crescita, mentre circa il 31% soffre di carenza di vitamina A.

Oltre a riflettere sui gravissimi danni causati da uno scorretto modo di nutrirsi, occorre pensare anche al peso economico di queste aberrazioni alimentari. Secondo la FAO, i costi economici e sociali per mantenere questo assurdo numero di persone che non mangiano in modo corretto, rappresentano circa il 5% del prodotto interno lordo globale, ossia 3500 miliardi di dollari.
In molti paesi, come ad esempio gli USA, – ma non solo, visti i recenti dati sullo Sri Lanka – e nella stessa Italia, l’obesità e il diabete sono diventati i mali del secolo, molto più diffusi e difficilmente curabili di altre malattie ben  più gravi. Questo avviene perché essi si annidano in profondità nell’essere umano, entrando silenziosamente a far parte di lui, giorno dopo giorno, a causa delle errate abitudini alimentari e di vita.
Eppure, sottolinea la FAO, basterebbe davvero poco per rimediare:  i costi di un progetto di educazione alimentare sarebbero irrisori per il governo di un paese, rispetto a quelli spesi attualmente per la cura di queste due malattie.

L’eurodeputato Tiziano Motti conduce da anni un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sui vantaggi di una corretta alimentazione. Tramite la sua associazione Europa dei Diritti, l’europarlamentare diffonde i diritti alimentari dei cittadini, come ad esempio quello relativo alla conoscenza delle etichette alimentari.
Secondo Motti, i cittadini correttamente informati sono più attenti a ciò che acquistano e mangiano, e sviluppano, quindi, una maggiore consapevolezza alimentare.

Le proposte del Sofa vanno nella stessa direzione. Il report sostiene che, al fine di eliminare gli effetti della malnutrizione  e dell’obesità, è necessaria una dieta equilibrata e soprattutto sana: come ricorda la FAO, sarebbe indispensabile nutrirsi con alimenti di qualità, ossia prodotti in modo sostenibile. Questo comporterebbe lo sviluppo di migliori sistemi alimentari, che implicano un limitato utilizzo di pesticidi e diserbanti chimici e di OGM, e veicolano, al contrario, la varietà dei prodotti agricoli e metodi di coltura che rispettano i tempi di attività e riposo del terreno.
Il Sofa mette l’accento anche sull’effettivo risparmio globale che si potrebbe ottenere sostituendo il cibo scadente con cibo di qualità. La cultura del risparmio, che si è diffusa a seguito della crisi, ha invece condotto molte persone a prediligere cibi di scarso valore nutrizionale e prezzo più basso. Esse non pensano, però, al fatto che per ottenere un’adeguata dose di elementi nutritivi da questo tipo di alimenti, dovranno raddoppiare la quantità da acquistare.

Quello appena descritto è anche il trend alimentare del nostro paese.
Il diminuito consumo di frutta e verdura, divenute troppo care per le tasche degli italiani, gli ha spinti ad optare verso alimenti più scadenti e meno  nutrienti. La loro alimentazione, come quella del resto del mondo, è influenzata dall’industria alimentare: si basa quindi soprattutto su prodotti e sottoprodotti di allevamenti intensivi e di monocolture di grano e mais.
Gli alimenti da essi privilegiati sono ad alto indice glicemico, come ad esempio gli zuccheri e le farine raffinate; sono inoltre ricchi di grassi e di sale. Nelle loro tavole scarseggiano la qualità e la varietà dei cibi, a fronte di un’alimentazione piatta e ripetitiva.
L’inevitabile conseguenza di queste scelte poco sagge è l’obesità: da una ricerca effettuata dalla Coldiretti emerge che attualmente circa il 10% degli italiani è obeso, mentre il 40% è in sovrappeso.
Ad essa è correlata una malattia che si sta diffondendo sempre più: il diabete di tipo 2. Questa patologia, che solitamente sorge con l’avanzare dell’età, oggi invece si sta presentando precocemente e addirittura nei bambini. Essi, infatti, come gli adulti, – il loro principale modello alimentare, insieme ai messaggi sul cibo veicolati dagli spot pubblicitari – sono sempre più  a rischio di obesità e diabete; molti di loro, anzi, ne sono già affetti.

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