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Blog di Tiziano Motti: Una Vita più Sana

I tre alimenti che drogano il cervello

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L’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di 6 milioni di euro per il progetto NEUROFAST, che ha l’obiettivo di studiare la biologia del cervello nel contesto dei comportamenti alimentari, delle dipendenze ad essi connessi, e dello stress.
I ricercatori coinvolti nel progetto si sono concentrati sullo studio dell’area tegmentale ventrale del cervello (ATV), la quale ha un ruolo fondamentale nel cosiddetto “circuito di ricompensa”, il meccanismo che si attiva in presenza di sostanze, pensieri o emozioni che apportano una sensazione di benessere.  La stessa ATV sarebbe inoltre ampiamente responsabile delle nostre scelte alimentari e delle relative dipendenze.

Per evitare di dipendere da certi cibi, dobbiamo acquisire consapevolezza riguardo a ciò che compriamo e mangiamo, poiché le industrie alimentari non hanno certo a cuore la nostra salute, bensì le vendite.
La battaglia per i diritti alimentari, condotta da anni dall’onorevole Tiziano Motti, mette in luce proprio l’assenza di garanzie per i cittadini, i quali devono tutelarsi da soli, facendo attenzione a ciò che scelgono di acquistare. Basti pensare alle etichette alimentari che spesso sono volutamente imprecise, ambigue e scritte in caratteri illeggibili. Sta infatti solo all’intelligenza e all’intuizione di ciascuno, la decisione di acquistare o meno un prodotto sul quale non si hanno sufficienti informazioni.

Ma quali pericoli si nascondono dietro ai nostri acquisti al supermercato?
Le ricerche effettuate negli anni novanta dal medico e giurista David Kessler, ex dirigente della Food And Drug Administration e, più recentemente, dal premio Pulitzer Michael Moss, sono giunte alla stessa scoperta. Esistono tre “ingredienti killer della nostra salute”, contenuti in quantità più o meno elevate in quasi tutti i cibi acquistati: il sale, lo zucchero e il grasso.
Oltre a confermare le conseguenze più evidenti dell’eccessivo consumo di questi alimenti, come l’obesità dilagante, anche infantile, e il diabete di tipo 2, le ricerche di Kessler e Moss hanno svelato qualcosa di veramente inquietante. Sembra infatti che il sale, lo zucchero e il grasso stimolino ampiamente l’ATP, attivando il meccanismo neuronale di ricompensa ogni volta che li ingeriamo. Questo fa si che si crei un’immediata dipendenza da essi, che ci obbliga a volerne sempre di più, annullando il nostro reale desiderio di nutrimento.

Occorre osservare che i tre ingredienti, presi singolarmente, non scatenano l’effetto psicotropo, che è invece causato da altre variabili, debitamente studiate dalle industrie alimentari. Queste, infatti, spendono miliardi per poter creare il “prodotto perfetto”, che abbia un gusto e un aspetto  “familiare” per il consumatore, tali da indurlo all’acquisto e  successivamente “fidelizzarlo” .
Esistono alcuni esempi eclatanti di queste strategie, come quello relativo al “livello di croccantezza” preferito dai consumatori di patatine in busta. Ma pensiamo anche al cioccolato o all’amatissima crema spalmabile alla nocciola, che è un perfetto mix di grasso e zucchero dall’aspetto invitante e dalla consistenza vellutata, alla quale è davvero difficile resistere.

Cosa possiamo fare, dunque, per tutelarci? Basta seguire poche ma indispensabili regole.
La prima è quella di informarsi il più possibile attraverso canali di informazione affidabili e accreditati, o tramite associazioni che si occupino di diritti alimentari, come la stessa Europa dei Diritti o altre associazioni a tutela dei consumatori. Occorre infatti una vera e propria “educazione alimentare”, soprattutto per i bambini, sui quali ricadono gli effetti delle scelte dei genitori.
La seconda regola consiste nel fare attenzione a ciò che mettiamo nel carrello della spesa: evitiamo in particolare gli acquisti di certi prodotti solo perché “costano meno” o “hanno una confezione allettante”. E’ infatti meglio perdere un po’ di tempo tra i vari scaffali del supermercato, scegliendo però in modo ponderato: ci si guadagnerà sicuramente in salute.
L’ultima regola, che è la più importante, consiste semplicemente nell’essere consapevoli. Dobbiamo quindi ascoltare le nostre reali necessità in fatto di cibo, che riguardano il nutrimento e l’energia, e non la sensazione di un piacere diffuso e ingannevole che pervade mente e corpo.
Teniamo quindi gli occhi aperti, senza farci prendere all’amo dalle aziende produttrici, che ci rendono dipendenti dai loro prodotti, drogando il nostro cervello e facendoci assumere sostanze nocive per la salute.

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